Il racconto della due giorni dedicata ai Piccoli Musei

L’Associazione Nazionale Piccoli Musei ha fatto tappa a Monselice il 29 e 30 aprile per un convegno che ha evidenziato le peculiarità dei Piccoli Musei e il loro rapporto privilegiato con il territorio. Ha consentito di ammirare un museo in fieri, Sanpaolo. Museo della città, e le Ducati rosse fiammanti che hanno celebrato così il settantesimo compleanno dell’azienda. Proponiamo di seguito il racconto di Simonetta Pirredda – Coordinatrice di APM per il Veneto – pubblicato dal magazine Archeostorie.

A Monselice, Piccoli Musei con grandi idee

Un Convegno? Non solo. È stata anche una festa quella che si è svolta a Monselice lo scorso fine settimana e che ho avuto il piacere di organizzare per l’Associazione Nazionale Piccoli Musei (APM), e con la partnership dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Monselice. Perché se di un convegno ha avuto la qualità dei contenuti e la presenza di relatori titolati, la grande partecipazione di pubblico, il clima leggero e disteso, l’intrecciarsi di vecchie e nuove relazioni l’ha trasformata in un incontro festoso.

Platea VII Convegno Nazionale Piccoli Musei

Quando ho proposto al presidente Giancarlo Dall’Ara di organizzare in Veneto il VII convegno dell’APM l’ho fatto, come al solito, gettando un po’ il cuore oltre lo steccato. Avevo in mano solo il “sì” dell’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Monselice – Gianni Mamprin -, ma non ancora un effettivo impegno di spesa per l’organizzazione. Questa è stata la prima “sfida”: non è facile di questi tempi che una piccola amministrazione decida di investire in un evento che sulla carta può apparire come una riunione per pochi esperti di settore.

La seconda sfida è stata individuare dei collaboratori, e anche in questo caso sono stata fortunata. L’Associazione Culturale Reitia, una piccola realtà del territorio capitanata da una diplomata al Master in Design dell’Offerta Turistica dell’Università degli Studi di Padova, Barbara Vignoli, e da un laureato in Turismo sempre dell’Università degli Studi di Padova, Andrea Agnelio, ha proposto all’Amministrazione di curare la segreteria organizzativa e la comunicazione del convegno. Due ragazzi davvero in gamba che, soprattutto nell’ultimo mese, hanno retto la tensione con una calma invidiabile e il sorriso sulle labbra, e hanno esaudito tutte le mie richieste, sempre più pressanti via via che si avvicinava la data e spesso inviate via WhatsApp nel cuore della notte.

La terza sfida è stata scegliere come location per il Convegno un piccolo museo in allestimento, il Sanpaolo. Museo della città, con i suoi spazi ancora “cantiere”, spazi difficili perché il museo è ospitato in una chiesa non più adibita al culto, perciò con tutto il fascino, ma anche le difficoltà allestitive che ciò comporta. Anche perché avevamo bisogno di uno spazio per gli interventi dei relatori che permettesse però di ospitare anche altri due eventi collaterali: un’area espositiva per realtà che forniscono beni e servizi ai musei, e la mostra temporanea “Metalli preziosi” realizzata dalla Scuderia storica Ducati.

Quante piante, prove su lucido, fotografie scambiate con Daniela Cini di Studio Synthesis! Daniela ha curato, con grande capacità e passione, i rapporti con le dieci aziende che hanno voluto partecipare a questa prima esperienza di “corner-aziende” all’interno di un convegno dei Piccoli Musei.

Mostra "Metalli preziosi" Convegno Piccoli Musei

E poi le Ducati, in mostra a Monselice per il settantesimo compleanno dell’azienda: sei gioielli dagli anni Quaranta a oggi, dal Museo scuderia Ducati “Bande Rosse”, che per la due giorni del Convegno hanno trovato posto nell’area archeologica interna al museo, dove si ammirano le diverse fasi edilizie della chiesa di San Paolo dal 750 d.C. al Settecento. Rosse, lucenti, cariche di tutto l’appeal del made in Italy, hanno dimostrato ancora una volta come la “contaminazione” tra strutture antiche e collezioni contemporanee sia in grado di esaltare le une e le altre e di raccontare storie inedite e avvincenti.

Tutto risolto? No, il bello doveva ancora venire. I relatori, tanti, con tante idee e proposte da presentare: non solo voci associati ad APM ma le più diverse: il MiBACT, tante Università con docenti e giovani ricercatori, la Regione del Veneto, i conservatori di alcuni musei italiani e stranieri, e poi esperti di comunicazione della cultura, di didattica, turismo, nuove tecnologie. Hanno avuto a disposizione quindici minuti a testa, pochissimi, e la presentazione di tutti i relatori era in cartellina affinché il convegno potesse dar spazio al più ampio numero di quanti, con infinita passione, operano nel mondo dei Piccoli Musei.

I relatori del VII Convegno Nazionale dei Piccoli Musei

Da questa due giorni di Monselice è emersa la voglia di superare il confronto e spingersi oltre, verso l’individuazione di standard comuni e condivisi che salvaguardino le peculiarità dei Piccoli musei e il loro valore di porte del territorio e di scrigni di identità locali, senza però contrapporli necessariamente ai Grandi Musei. Perché Piccoli non è solo una questione di metri quadri o numero di visitatori, ma prima di tutto di modo di relazionarsi con il territorio e i suoi abitanti: a partire dagli anziani, che custodiscono la memoria dei luoghi, ai giovani Millennials, dai nuovi cittadini fino ai turisti, cittadini anch’essi seppur per una notte.

Si è discusso di temi caldi come la richiesta di bandi specifici e di un Art Bonus su misura per i Piccoli Musei, oppure la necessità di ripensare le risorse umane, giocoforza adeguate alle necessità di tutela e valorizzazione delle raccolte museali, ma anche ai pubblici di riferimento, sia dal punto di vista numerico che tipologico. Temi affrontati da tutti con pacatezza, spirito ottimista e collaborativo, complice l’accoglienza calorosa che la città ha riservato ai convegnisti, coccolati dalle prelibatezze della Pasticceria Cremisi e dalla voce di Elisabetta Borille del Gruppo teatrale Zagreo, che con spettacolo dedicato a Ulisse ha chiuso la serata del venerdì sera all’Hotel Blue Dream.

Gruppo teatrale Zagreo

Neppure l’allarme antincendio, scattato alla ripresa dei lavori il sabato mattina, e che ha messo a dura prova orecchie e nervi di tutti per più di un’ora, è riuscito a rovinare il clima interessato e curioso della sala, conquistata dai contenuti e dalla bravura dei relatori nel tenere i tempi, mantenendo sempre viva l’attenzione del pubblico.

In conclusione dei lavori, non parole ma un video, ospitato nella prima sala del Museo Sanpaolo: un breve racconto che mette in scena non solo i reperti che verranno allestiti in questo piccolo Museo della città (la prima parte si aprirà al pubblico entro la fine del 2016), ma tutto il territorio cittadino, la sua Rocca, l’Antiquarium longobardo, il santuario giubilare fino ai cementifici e alle fabbriche che ne hanno contrassegnato la storia più recente. È stato accolto con un lungo applauso: poi tutti nei giardini del castello per il buffet e le visite guidate.

Una parola, infine, sul workshop dedicato ai musei veneti presenti. Abbiamo scelto una modalità diversa, un incontro partecipativo gestito in collaborazione con alcuni diplomati del master in Design dell’Offerta Turistica dell’Università degli Studi di Padova, con sede a Monselice. Le realtà museali presenti sono state una quindicina, rappresentate da conservatori, operatori didattici, associazioni culturali: tutte con una gran voglia di mettere in comune punti di forza e di debolezza, esperienze e progetti, ma soprattutto convinti che molti Piccoli Musei insieme, soprattutto se in rete con il territorio, possono dare un contributo serio e costruttivo alla crescita culturale e alla valorizzazione turistica di tutta la nostra “Italia minore”.

Simonetta Pirredda. Il profilo

Sono un’archeologa e anche se da qualche anno ho appeso al chiodo la cazzuola e ho iniziato a occuparmi di turismo e formazione all’Università degli Studi di Padova, come tutor della Triennale e poi del Master in Design dell’Offerta Turistica, non ho mai completamente abbandonato l’archeologia. Anzi, pochi anni fa ho ripreso in mano i libri e ho conseguito un dottorato sui parchi archeologici come occasione di sviluppo per il territorio, che mi ha permesso di approfondire i temi dell’accessibilità culturale, della fruizione, della comunicazione e della promozione turistica. Nel 2014 ho iniziato una nuova avventura: il progetto scientifico e di allestimento del Sanpaolo. Museo della città di Monselice e da un anno sono coordinatore dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Musei per il Veneto.

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