Apertura straordinaria di Villa Pisani a Monselice

L’Associazione Culturale Reitia, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Monselice, propone l’apertura straordinaria e gratuita di Villa Pisani a Monselice, da tempo chiusa al pubblico per permettere importanti lavori di recupero, in occasione della mostra di architettura “La ex-chiesa di Santo Stefano a Monselice: materia, tempo, riuso, conservazione” ospitata all’interno della Villa stessa dall’11 al 26 febbraio 2017.

Orario di visita

Villa Pisani e la mostra saranno visitabili dall’11 al 26 febbraio 2017 con il seguente orario:

  • lunedì, venerdì e sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00,
  • domenica 12 e 26 febbraio e martedì 14 febbraio dalle ore 15.00 alle ore 17.00.

La Villa e la mostra potranno essere visitate in altri giorni e orari, secondo disponibilità, scrivendo a info@reitia.org.

Ingresso libero e gratuito.

La Villa

Villa Pisani fu fatta costruire dal nobile veneziano Francesco Pisani. La Villa, situata lungo le rive del canale che collegava Padova con Este, era una vera e propria stazione di sosta per brevi soggiorni durante il viaggio da Venezia per via fluviale verso le proprietà che la famiglia possedeva nella bassa tra l’Adige e i Colli Euganei (1560 circa), tra cui una villa a Montagnana eretta in contemporanea tra il 1553 e il 1555 dal Palladio su ordine dello stesso committente.

Il progetto di Villa Pisani viene attribuito all’architetto Andrea da Valle, attivo a Monselice tra il 1540-60 per i lavori al convento di San Giacomo.

La facciata è suddivisa da alte lesene che terminano con capitelli in cotto d’ordine corinzio, a queste si sovrappone un timpano triangolare che alloggia lo stemma dei Pisani (il leone rampante) sorretto da due Vittorie in stucco forte, forse opera di Tiziano Minio, già collaboratore del da Valle a Luvigliano. L’impianto planimetrico è chiaro e semplice, consolidatosi a Venezia già nel corso del ‘400 e presto divenuto canonico nell’edilizia corrente: in ogni piano un ampio salone distribuisce due stanze per lato. Le scale, con uno scarto rispetto la tipologia più diffusa che prevede il loro inserimento su un lato del salone tra le due stanze minori, sono qui alloggiate, assieme a piccoli locali di servizio, in un volume autonomo sporgente dal prospetto posteriore.

Per quanto la destinazione originaria non sia di residenza stabile, l’edificio rivela, nella decorazione a fresco dei locali, l’intenzione di farne comunque un luogo di prestigio, adeguato al ruolo sociale ed alle ambizioni culturali della famiglia.

Il ciclo pittorico che affresca interamente le sale con paesaggi e soggetti mitologici racchiusi entro finte membrature architettoniche venne eseguito successivamente alla villa, verso il 1570/80 circa, e fu opera di artisti vicini alla scuola di Paolo Veronese.

Testo tratto, in parte, da www.visitabanomontegrotto.com.

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