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REITIA

Varca la soglia che hai sempre ignorato.

Riti in corso

REITIA II — 4 e 11 luglio 2026

Due riti di soglia sul Brenta.

Sabato 4 luglio

In Riva Volpato: abbiamo lasciato un segno sul nostro talismano e, varcata la soglia, lo abbiamo spezzato in due per affidarne una metà al fiume.

Sabato 11 luglio

Argilla, fuoco, acqua. Il rito si compie dall’origine: raccoglieremo con le nostre mani l’argilla da un’antica cava romana e plasmeremo i talismani seduti nell’esedra, sulla riva del Brenta attorno a un forno a buca, con il maestro ceramista Antonio Bonaldi.

Programma essenziale

La soglia d’acqua può essere varcata con immersione completa o parziale, ciascuno secondo il proprio passo.

A seguire, per chi desidera, Ca’ Rezzonico da Rezzonico Naturalmente.

Invia la tua richiesta di partecipazione

Immagini

Talismano in argilla con il segno dell’oca di Reitia
Il talismano in argilla, segnato dall’oca sacra a Reitia e spezzato in due metà.
Gesto rituale sulla riva del Brenta
Il gesto della soglia: una metà viene affidata al Brenta.
Partecipanti sulla riva del Brenta a Riva Volpato
Riva Volpato, il luogo dove il rito prende forma.

Chi era Reitia?

Reitia era una divinità venerata nel mondo venetico antico, legata alla scrittura, alla guarigione, alla protezione e alle rive. A lei erano dedicate offerte votive, lamine iscritte e immagini in cui ricorrono segni, gesti di soglia e animali come l’oca sacra.

REITIA non ricostruisce un culto antico. Riprende quel nome come traccia viva del territorio: un modo per trasformare argilla, fuoco, acqua e paesaggio in un gesto contemporaneo di attraversamento.

Il talismano viene segnato, spezzato e affidato al fiume: una metà resta alla persona, l’altra entra nel Brenta.

Per la stampa

REITIA II è un rito partecipativo sul Brenta che intreccia argilla, fuoco, acqua e memoria del territorio. Dopo la prima apertura del 4 luglio, il rito prosegue sabato 11 luglio con raccolta dell’argilla da un’antica cava romana, modellazione dei talismani, forno a buca con Antonio Bonaldi e immersione nel fiume.

Questa edizione estiva nasce anche dal tracciamento di un’esedra di ciottoli sulla riva del Brenta che incardina una rete di allineamenti narrativi tra Ca’ Priuli, Ca’ Erizzo, gli Scalabrini e Palazzo Calmonte: un'esedra “sestante del senso” che amplifica il racconto del fiume.

Per immagini, interviste e materiali stampa: info@reitia.org

Leggi l’articolo su Bassano News: L’oca di Reitia e il suo sestante

Elementi visivi

Il sestante del senso

Con la progettazione dell’esedra sulla riva del Brenta è emersa una densa rete di relazioni a partire da Ca’ Priuli, con Palazzo Jonoch Calmonte, gli Scalabrini e Ca’ Erizzo, come una costellazione in dialogo con il Ponte di Palladio e il castello degli Ezzelini.

Le prime indagini d'archivio suggeriscono che, al tempo della costruzione di Palazzo Jonoch, la famiglia Jonoch abitasse proprio a Ca’ Priuli e controllasse i terreni oggi occupati dagli Scalabrini.

Quella che appariva come un'enigmatica coincidenza comincia così a mostrarsi come una possibile memoria urbana che l'esedra, anche a prescindere dalla prova documentale, rievoca come mappa del senso.

Tavola degli allineamenti di REITIA II sul Brenta

Schema narrativo degli allineamenti incardinati nell’esedra in dialogo col Ponte Vecchio: Ca’ Priuli e Ca’ Erizzo; gli Scalabrini e Palazzo Calmonte; il ponte palladiano e le montagne.


Chi siamo

REITIA è una piattaforma transdisciplinare che esplora patrimonio incarnato, performance partecipativa e pratiche culturali site-responsive nell’Europa contemporanea.

Attraverso eventi pubblici, pratiche rituali, immersione ambientale e collaborazioni artistiche, REITIA indaga come paesaggi, memoria culturale e narrazioni territoriali possano diventare agenti attivi di trasformazione collettiva.

Progetti attuali

Collaborazioni

Le attività recenti coinvolgono collaborazioni con artisti, ricercatori, performer, artigiani e custodi di conoscenze locali tra Svezia e Italia settentrionale.

Contatti

Email: info@reitia.org